Logheri è il vino bianco dolce della Cantina Sociale di Oliena, contraltare del Dionisi ed ispirato ad un tipico prodotto enologico della tradizione olianese, Su Gucciu: un vino bianco dolce prodotto da uve crannatza, cultivar autoctona della Barbagia, che è tradizione servire agli ospiti durante la Settimana Santa, nei salotti di casa come agli incroci delle strade.
Aspetti produttivi
Logheri nasce da vigneti allevati ad alberello sulle colline delle campagne di Oliena. La natura dei terreni, sabbioni da disfacimento granitico, è tale da conferire ai vini qui prodotti mineralità e freschezza, finezza e buona propensione all’invecchiamento. Le rese per ettaro sono molto basse, per cui gli acini sono ricchi di sostanza e adatti per la produzione di mosti concentrati.
La vendemmia viene posticipata, quando le uve sono più ricche di zucchero e di sostanze aromatiche. Una volta giunti in cantina, i grappoli sono attentamente selezionati e fatti appassire ulteriormente su graticci, al sole. Concluso l’appassimento, gli acini sono pigiati ed il mosto sottoposto a fermentazione alcolica mediante lieviti autoctoni, a bassa temperatura, in contenitori di acciaio inox. L’inibizione dei lieviti, una volta raggiunto il grado alcolico desiderato, viene ottenuta mediante abbassamenti di temperatura e ripetuti travasi. Logheri matura per qualche mese in contenitori di acciaio inox e tonneaux di rovere francese, prima dell’affinamento finale in bottiglia.
Analisi del vino
Logheri si rivela nel calice giallo dorato caldo, con riflessi paglierini.
Al naso esprime sensazioni di rosa e fiori d’arancio, albicocca matura e candita, scorze d’arancia e fichi disidratati, miele e macchia mediterranea, vaniglia e cannella.
In bocca Logheri è un vino dolce, avvolgente di glicerolo e caldo di alcool, minerale e lievemente amaricante nel finale.
Suggerimenti di abbinamento
Logheri è un vino da meditazione che si presta perfettamente ad accompagnare con un tipico dolce della tradizione della Settimana Santa sarda come le pardule, o magari con la sua rivisitazione, la torta pardula; con formaggi a crosta fiorita come il Camembert, o di media stagionatura, morbidi ed intensi come il Caciocavallo affumicato.











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